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Le donne che leggono sono pericolose

[Massimo Gatta, Breve storia della bibliofilia femminile (XIV–XXI secolo), Graphe.it edizioni, Perugia 2025] Una parva scintilla accende davvero un incendio, visto che ogni lettura è incandescente, e le dita fremono incendiarie al contatto con il libro. Così si apre Breve storia della bibliofilia femminile (XIV–XXI secolo) di Massimo Gatta, edito da Graphe.it edizioni nel 2025 Continue reading
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Notturno emiratino

Bisogna pur scrivere, per necessità, gettarsi sulla carta. Con i denti, i canini, gli incisivi, i molari, tasti, tastiere, su display strappare questo sgualcito supporto allo scorrere del tempo e curvarsi, fino all’incavo epigastrico, in questo gesto così, così? Così. Non c’è premeditazione nel comporre il proprio ossario di fitte memorie, funebri solecismi, e incombenze Continue reading
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Freud è superato

Sono pienamente d’accordo con Popper: la psicoanalisi è una pseudoscienza al pari dell’astrologia. Ora, però, varrebbe la pena di interrogarsi sullo pseudos, su cosa significhi falsità all’interno di un dominio epistemologico, e quindi quanto effettivamente una pratica abbia una propria effettualità al di là degli enunciati di verità e falsità che produce. Ma è un Continue reading
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Un diavolo per capello

[A. Argondizzo, Via Malcontenti, Q edizioni, Tortora 2025] Capita, magari in una bella serata novembrina, con fresche e liete temperature, di fare una passeggiata nel proprio paese d’origine. Magari dopo che si è stati via per lungo tempo, aver intrapreso strani sentieri e incontrato nuove ed inusitate cose, eventi e situazioni. Ecco, il sentimento che Continue reading
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Pasolini o il protomartire.
PPP è l’espressione del genio bistrattato e preso come jolly da sinistre e destre, l’auctoritas da citare quando la conversazione langue e il discorso si fa più intellettualistico (pasolini pasolini pasolini). Pasolini è il destino di ogni poeta, il fraintendimento sociale di una piccola vocina da usignolo e da frocione che omoerotizza il canone universale Continue reading
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C.B. e il theatron.
Il Theatron è il luogo, l’aver luogo. Quando si dice “stiamo andando a teatro”, stiamo andando nell’aver luogo di un irrappresentabile. Sia ben chiaro. Al di là delle beffe goldoniane o del pur comico De Filippo, Bene si staglia come vetta assoluta di tale aver luogo, chorico, in cui l’amputazione del soggetto è prerogativa e Continue reading
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Stile, non-stile, stilematica.

Tutto è un fatto di stile, ma Buffon afferma: lo stile è l’uomo. Perché proprio l’uomo? Perché l’uomo è l’essere che raffina al massimo grado la questione modale e pone una variabile infinita tra i modi di esistenza. Mi sembra una risposta parziale, almeno questa. Ciò significa che la categoria del possibile sia un modo Continue reading
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Frequentare la filosofia in senso liturgico

Vivere la filosofia in senso liturgico, e non museale, significa non farne un utile orpello dell’habitus vivendi, piuttosto rilanciare il pensiero come potenza intrascendibile di affermazione del senso dell’essere. Sì, sembra una banalità. A un convegno ci si spaurisce se si tira in ballo il senso dell’essere, e a buon diritto. Tuttavia, l’essenzialità dell’essere non Continue reading
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Effetti di referenza e trascendenze relative

Resta da dire tuttavia che la differenza è ciò per cui il dato è dato, e non il dato stesso. E fin qui siamo tutti d’accordo, la datità, il porsi tetico dell’egoicità è un momento trascendente. Ora, fin dove è possibile negare o far assumere il ruolo del negativo alla coscienza? Coscienza versus inconscio è Continue reading
